sabato 20 dicembre 2014

Una storia da raccontare

Sono passati una decina di giorni da quando sono venuto a conoscenza di questa storia. Voglio raccontarla a tutti quelli che denigrano il calcio sammarinese e a quelli che lo governano ma non conoscono le reali potenzialità che ha.
Mi accorgo della crescita di una decina di followers su Twitter in un pomeriggio in cui non avevo pubblicato nulla di interessante e mi chiedo chi siano questi ragazzi interessati a me…
In realtà non sono interessati a me, quanto alla Fiorita. Mi cercano, mi chiedo chi siano. Lo chiedo a loro. Mi rispondono.
Nicola Mori si presenta così: “E’ il calcio il denominatore comune delle persone che ti seguono”.
Cerco di capire meglio.
“Calcio, ma non quello visto in Tv. Quello vero, quello giocato, quello tifato nei maggiori stadi d’Italia, quello commentato a nottate, quello di cui nessuno parla”. 
Mah. Sono Roberto, ristoratore; Nicola, agente di commercio; Andrea, studente universitario; Nicola, account manager. 
Sono i protagonisti di questa storia curiosa. 
Dai primi due nasce la passione per il calcio sammarinese. Il secondo e il quarto, sono rispettivamente Vice Allenatore e Allenatore dell’Atletico Kebab (che tuttora non so che cosa sia, ndr). Il primo e il terzo sono anche giocatori dell’Atletico Kebab.
Il primo e l’ultimo hanno famiglia con prole. “Tutti tweettano, e whatsappano” mi scrivono. E qual è l’argomento cardine? Il calcio. La Fiorita. Ma pensa te… 
Ognuno ha il suo calciatore preferito. Nicola, detto Il Lupo, è attaccatissimo a Andy Selva, l’altro Nicola, detto buzzino, sostiente Danilo Ezequiel Rinaldi, gli altri due sono tifosi di Luca Bollini.
Mi scrivono che se non si fossero ammalati sarebbero venuti a vedere il derby con il Tre Fiori. Meglio che non siano venuti, penso che li avremmo delusi…
Ah, non vi ho ancora detto: sono di Pisa. 
Ma perché ci seguono? Non lo so, non me l’hanno detto. Credo che sia perché il nostro calcio è ancora pulito, è ancora molto distante da quello chiacchierato, permette discussioni, consente di sognare…
E qual è il sogno di questi ragazzi? “Un’amichevole fra la Fiorita e l’Atletico Kebab”.
Beh, tutto sommato non è nemmeno un sogno così irraggiungibile…
Vi aspettiamo ragazzi!

venerdì 5 dicembre 2014

Sono passati 15 anni da quando le Vespe truccate andavano in giro per i colli bolognesi.

Nota informativa: questo non è un post giornalistico. Ma questo è un blog, il mio blog, e ci scrivo quello che mi va.

Voglio raccontare di una sensazione strana che mi perseguita. E’ iniziato tutto un paio di settimane fa al Memorabilia. Una serata che il Cocorico dedica (vabbè, lo sapete tutti) alla musica degli anni d’oro. Poi, passato ieri, la reunion del Deejay Time su Radio Deejay e questa mattina (appresa sempre da Radio Deejay) la notizia che la figlia di Eros Ramazzotti compie 18 anni, il che per me non significa nulla, se non che sono passati 18 anni da quando “sarà l’Aurora” che le aveva dedicato riempiva i palinsesti delle radio.
Ecco cos’è quella sensazione strana, è la sensazione che si sia conclusa un’era della mia vita. Quella dell’adolescenza, che forse ho trascinato anche un po’ troppo.
La musica come metronomo del tempo che passa, quando le canzoni vecchie ti piacciono più di quelle nuove (quello per cui quindici anni fa deridevo mio babbo), quando scopri che tua cuginetta reputa “vecchi” gli 883 e ti rendi conto che sono passati già 15 anni dal successo di “50 Special”.
Ma a scandire il tempo che passa, ahimè, sono anche e soprattutto le abitudini di tutti i giorni. Il lavoro che cambia e ti impone la cravatta, gli incarichi di responsabilità che altri ti affidano perché “hai raggiunto l’esperienza giusta”, i capelli che si diradano, la schiena che si irrigidisce, i progetti, i temi delle chiacchierate con gli amici che cambiano, il vino che sostituisce il vodkalemon, l’amico di infanzia che diventa Sindaco, i cugini che crescono…
Ieri sono andato a salutare i giovani dell’Under10 della Fiorita, eppure mi sembrava che non fosse passato molto tempo da quando in quella squadra, con risultati disastrosi, ci giocavo.
E’ la soglia psicologica dei 30. Non è paura di invecchiare perché a 30 anni non si è di certo vecchi e poi uno che ha sempre sognato i capelli grigi e a 23 anni era proprietario di un’azienda e già da due presidente di una società sportiva non ha paura di invecchiare. E’ consapevolezza. Il tempo passa, per fortuna e bisogna prenderlo per le corna e gestirlo. Io ci provo. Giuro.

Nel frattempo chiamo il mio amico Peter Pan e prenoto un tavolo per il Cocorico per sabato sera. Che non si sa mai…
Buon week end. Lungo.